Girls – seconda stagione

Girls - seconda stagione

Applausi per Lena!
(Lena Dunham è creatrice e interprete della serie. Veste i panni di Hanna, scombinata aspirante scrittrice.)

Non ho molto da dire se non che la seconda serie di Girls convince e conquista.
La prima stagione, alla quale avevo dedicato un post qualche tempo fa, è carina e disimpegnata.
Per chi non avesse letto il post precedente (Urge rimediare ovviamente per cui vi mollo il link Girls – prima stagione) stiamo parlando di un comedy-drama che racconta la everyday life delle 4 protagoniste: ragazze sui vent’anni, tutte molto diverse tra loro, che cercano la loro strada in mezzo alle difficoltà che avere vent’anni necessariamente comporta.
La serie ha vinto due Golden Globe 2013: uno come miglior serie commedia e uno come miglior attrice in una serie commedia, vinto da Lena stessa.

Non voglio svelare molto della stagione perché veramente merita di essere guardata e scoperta un po’ alla volta ma devo dire che questa serie appassiona perché le ragazze sono molto più vere: cadono e fanno fatica a rialzarsi ma ci provano, non smettono di provarci. Ed è così che siamo noi ventenni di oggi. Non ci sono solo le feste e i bei vestiti, ci sono anche le incertezze sul futuro e i dubbi esistenziali, ci sono le preoccupazioni per chi siamo e per chi diventeremo.
Le protagoniste in questa serie sono molto più simili a noi, con le loro fragilità. La serie ne guadagna infinitamente dal punto di vista umano, senza risentirne sul profilo della comicità e dell’ironia.

Voto 9 Questo mix è una bomba. Forza Lena, aspettiamo con ansia la terza serie!

Vi lascio il trailer. Non sono riuscita a trovarlo in italiano per cui è sottotitolato. La serie invece è già stata tradotta, non preoccupatevi!

Anna

Monsters University

Monsters-University-Teaser-Poster-2

 

Monsters University è l’ultimo film made by Pixar, prequel del film/cartone Monsters & Co.
I protagonisti della pellicola sono, come anche nella precedente, Mike (il nanerottolo verde) e Sully (il bestione peloso azzurro); solo che questa volta li vedremo di qualche anno più giovani di come li avevamo trovati in Monsters & Co. alle prese con l’università. Obiettivo: diventare i migliori spaventatori di sempre, cioè coloro che, andando nelle camere dei bambini e spaventandoli, ottengono l’energia che alimenta il mondo dei mostri.
L’unico problema è che le cose non vanno esattamente come sperano loro e, per quanto Mike si impegni e ce la metta tutta, il suo aspetto buffo non spaventa nessuno mentre, dall’altra parte, Sully ha ottime potenzialità ma di voglia gliene mette proprio poca. Questi loro aspetti contrastanti gli serviranno per coalizzarsi ed aiutarsi a vicenda per vincere la gara di spaventi dell’università e non essere quindi espulsi.

Il film, adatto per grandi e piccini, è piacevole come il precedente ed alterna momenti di risata a qualche d’uno più introspettivo ed educativo. Tutto sommato, dunque, è un bel modo per passare l’oretta e mezza (o poco più) che dura.
Consigliato soprattutto se si hanno dei bambini e non si sa come intrattenerli per un pomeriggio.

Lorenzo

Mr & Mrs Murder

Mr & Mrs Murder

Serie tv australiana, Mr & Mrs Murder è un simpatico telefilm di quelli da guardare quando si ha mezz’ora da perdere. Quando ci si butta nel mondo dei telefilm, le pietre miliari sono altre. Diciamo che questo lo posso suggerire a quelli che, come noi, hanno già visto tutto o quasi e sono alla ricerca di nuovi titoli. Mr & Mrs Murder non sarà la vostra soluzione, ma un valido passatempo mentre continuate a cercarla 😉

La prima puntata vi lascerà perplessi, ve lo preannuncio, poi se avrete la costanza necessaria per proseguire, la coppia di protagonisti vi entusiasmerà.

Mr & Mrs Murder, alias Charlie e Nicola, sono marito e moglie che lavorano insieme e si occupano della pulizia delle scene del crimine, finendo immancabilmente per ficcanasare alla ricerca del colpevole dell’omicidio. Si muovono al di sopra della legge e soprattutto senza alcuna forma di buon senso e alla fine trovano la soluzione del caso. La cosa incredibile è che tutti si chiedono perché gli addetti alle pulizie non si levino mai dalle scatole, ma loro continuano a gironzolare per le scene del crimine belli tranquilli. C’è anche un poliziotto ma fa solo la parte dell’allocco perché non fa mai nulla, letteralmente.

Quello che piace del telefilm è la costruzione dei due personaggi principali: sono così folli che dopo aver superato il momento del “Dai, togli questa stupidaggine“, ti viene da ridere e vai avanti a guardare anche le altre puntate.

Voto 6 1/2 Recensione inserita per dovere di cronaca, non preoccupatevi se deciderete di non vedere il telefilm, la vostra cultura non subirà alcun tracollo. Se invece lo guarderete, fateci sapere! P.s: la serie c’è solo in lingua originale sottotitolata per il momento.

Anna

Wolverine – L’immortale

wolverine-immortale-nuovo-poster-2_news

Wolverine l’Immortale è l’ultimo film marveliano di ispirazione X-men che, incredibile a dirsi, riguarda il più famoso eroe del gruppo: Wolverine, appunto.
Come linea temporale la pellicola si colloca a posteriori di tutte le altre della saga. Nel primo film solo su Wolverine (Wolverine – Le origini) abbiamo approfondito la storia che ha portato il nostro amico Logan ad essere tutto pieno di adamantio (il materiale indistruttibile ricavato da rarissimi meteoriti) ed incazzato con il mondo intero. Ora, invece, lo ritroviamo incazzato con il mondo intero e pieno di adamantio.
Effettivamente le cose non sono cambiate molto.

Il film inizia infatti mostrandoci un super-eroe che di eroe ha proprio poco: un ubriacone barbone isolatosi su una montagna che scende nell’uggioso paesino a valle solamente per fare scorta di alcolici e generi di prima necessità, come le batterie per ascoltare la radio. Non ha più stimoli dopo la morte dell’amata Jean Grey (alias Fenice, che lui stesso ha ucciso nel terzo film degli X-men) e la sua voglia di vivere rasenta lo zero. Solo che, essendo immortale, abbiamo un problema tecnico non da poco.
La sua esistenza si anima quando una ragazzina giapponese armata di katana gli si presenta chiedendogli di accompagnarlo fino a Tokyo in quanto il suo maestro, un tizio che Logan ha salvato durante la seconda guerra mondiale a Nagasaki (avete già capito da COSA lo ha salvato), sta morendo e, come ultimo desiderio, ha espresso la volontà di dare l’addio e di ringraziare il suo salvatore di 50 anni prima.
Chiaramente, neanche a dirlo, una volta a Tokyo le cose non andranno nel più lineare dei modi e tra ninja, mutanti ed il fatto che i suoi poteri rigenerativi non funzionano più come una volta Wolverine si ritroverà ancora a dover combattere da solo contro tutto e tutti.

Il film, nelle sale già da due settimane, ha incassato il doppio del budget utilizzato per farlo. Che non è male.
Io, però, non riesco proprio a giudicarlo positivamente. Purtroppo non sono un grandissimo fan degli X-men, però tutto sommato i film che li riguardano mi sono sempre piaciuti a sufficienza. Questo, invece, l’ho trovato estremamente tirato dal punto di vista narrativo e lungo da guardare (136 minuti). Probabilmente alle signorine basteranno i muscoli (incredibili per un 44enne) di Hugh Jackman per farsi piacere la pellicola, ma a me, che sono molto pignolo su certe cose, diverse scene d’azione ed il cattivo finale del film non sono piaciuto per nulla.

Concludendo direi che, tutto sommato, si fa guardare, però anche senza particolare fretta e potendo quindi risparmiare quegli 8 euro di cinema, aspettando che esca in dvd.

PS: consiglio a tutti di rimanere fino alla fine in sala in quanto, come la Marvel ci ha ormai abituati, alla fine dei titoli di coda c’è una piccola parte introduttiva a quello che sarà il film finale sul gruppo mutante.

Lorenzo

Sindrome da cuore in sospeso

images

Sindrome da cuore in sospeso

Ci sono voluti 4 giorni di viaggi in treno per permettermi di avere il tempo di leggere un libro, ma ce l’ho fatta!

Questo in particolare, di appena 140 pagine o giù di li, è esattamente quella che si definisce una lettura da treno. Semplice e veloce ma allo stesso tempo carino, ironico, vivace e ben scritto.
Il libro, scritto da Alessia Gazzola e edito da Longanesi, rappresenta il prequel di altri due romanzi (altrettanto belli devo dire): L’allieva e Un segreto non è per sempre.
La protagonista dei romanzi è la squinternata Alice Allevi, studentessa di medicina, che oltre a combinare disastri di stratosferica entità, mostra di avere un fiuto particolare per l’investigazione.
In questo romanzo la vediamo ventitreenne e alle prese con la crisi d’identità che ogni universitario degno di tale nome ha attraversato: cosa farò del mio futuro? Ma avrò scelto l’università giusta per me? E’ davvero quello che voglio fare nella mia vita?
Sarà il cadavere della badante della nonna (e il medico legale bello e dannato che arriva sul posto) ad indicarle la via. E così Alice si ritrova quasi per caso a prendere la specializzazione in medicina legale. Il dolore delle persone l’aveva sempre spaventata troppo, a tal punto da farle dubitare di aver fatto la scelta migliore studiando medicina. Poi, nella medicina legale, la soluzione. Ad appassionare Alice non saranno tanto i cadaveri quanto gli intrighi che ci sono dietro ogni morte.  Così in Sindrome da cuore in sospeso Alice affronta la sua prima indagine, aiutata da un secondo di tutto rispetto: sua nonna, che oltre ad avere uno stretto legame con la vittima, ha anche i giusti agganci (E sto parlando delle comari del paesello. Non ci sarà mai forza dell’ordine meglio informata della vecchietta della porta accanto).

Sindrome da cuore in sospeso, esattamente come gli altri due romanzi sopracitati, vi divertirà e vi strapperà sicuramente la risata. Ad Alice non potrete che volere bene: è sfigatella quel tanto che serve per suscitare un’istintiva tenerezza, senza sfociare mai nel fantozziano. Leggete questi libri, tutti! Hanno il potere di far ridere, non chissà quali pretese intellettuali, ma sono semplicemente fantastici

Voto 9 con un bell’applauso ad Alessia Gazzola!

Anna