Station 19

Station 19

Al via il secondo spin–off di Gray’s Anatomy che questa volta vira dalle classiche corsie d’ospedale per lanciarsi dentro le fiamme degli incendi di Seattle. Station 19 ci racconta le avventure dei pompieri del 19esimo distaccamento.

La serie è stata presentata durante la quattordicesima stagione di Gray’s Anatomy (13×14) per mezzo di un crossover di personaggi: Andy Herrera, intrepida vigile del fuoco, conosce Meredith durante il trasporto in ospedale di un sopravvissuto estratto dalla scena di un incidente.

Jason Winston George alias Ben Warren, marito della dottoressa Miranda Bailey, ha preso parte al cast dei personaggi della nuova serie. Avevamo già visto come avesse abbandonato il camice bianco e la chirurgia per buttarsi nell’addestramento da vigile del fuoco.
Questi intrecci ci promettono varie incursioni reciproche di personaggi tra le due serie.

Impressioni a caldo dopo due sole puntate? In primis devo dire che a mio modesto avviso tutto quello che porta l’inconfondibile marchio di Shonda merita sicuramente la possibilità di essere visto. Secondariamente mi aspetto dalla serie parecchia trama orizzontale, un po’ d’amore, passione, qualche morte, struggimenti vari. Il mix funziona sempre. Per me è un pollice in su.
Mi piace molto Jaina Lee Ortiz come attrice, l’avevo già apprezzata nella serie Rosewood (poliziesco simpatico che è stato malauguratamente tagliato troppo presto. Trovate qui la recensione). Interpreta qui come in Rosewood la donna determinata e sicura di sé, che sa quello che vuole e a me le donne forti piacciono sempre.

La serie va in onda il lunedì sera su Fox Life verso le 22:00.
Voi state seguendo la serie? Qualche paragone da fare magari con Chicago Fire che io non ho visto?

Anna

Sense8

Sense8

Cosa significherebbe poter sentire nella nostra mente altre sette persone, assorbendone le capacità, le conoscenze e potendole utilizzare a nostro piacimento? Ci troveremmo in un attimo a diventare fortissimi hacker, un secondo dopo sapremmo il cinese e saremmo maghi del kung fu, per poi ritrovarci a suonare ad un Rave.
Una quantità di risorse inimmaginabili aiuta sicuramente nelle più svariate situazioni.

Il lato scomodo invece è avere sempre la mente affollata dai pensieri e dalle preoccupazioni altrui, da continue visioni che arrivano a interrompere ogni tipo di momento, compresi i più delicati.

E’ questo quello che succede ai Sensate nella serie fantascientifica di Netflix creata dalle sorelle Wachowski e da Joseph Michael Straczynski.

La cerchia composta da otto ragazzi provenienti dalle più lontane parti del mondo si unirà (mentalmente) per combattere il nemico comune rappresentato dalla BPO, Biologic Preservation Organization, un’organizzazione che tenta di sterminare tutti i Sensate tramite interventi di lobotomia, con l’intento di controllarne e restringerne il potere.

La serie è ben costruita, i personaggi sono tutti molto interessanti e ben caratterizzati. Le stagioni sono purtroppo soltanto due. Quando Netflix ha deciso di non rinnovare la serie, i fan sui social hanno fatto una sorta di piccola rivoluzione tanto che è stato concesso un ultimo episodio da 2 ore nel quale si tireranno le fila di tutte le vicende fin ora accadute. La data è l’8 giugno.

Assolutamente consigliato!

Devo dire che ultimamente le serie Netflix mi stanno piacendo moltissimo. Qual è la vostra preferita?

 

Scandal

Scandal

Torniamo a Shondaland e parliamo di una delle più potenti donne tratteggiate dalla famosa penna di Shonda Rhimes: Oliva Pope interpretata da Kerry Washington. Più che un nome, un manifesto. L’eco risuona per tutta Washington.
Per chi non sapesse di cosa sto parlando Oliva Pope è la più nota fixer degli Stati Uniti: si occupa, in soldoni, di risolvere i casini dei potenti, di pulire le loro malefatte e di dissimulare le loro traccie.
Sono arrivata fino alla conclusione della sesta stagione prima di darvi il mio parere complessivo e, in effetti, questo è parecchio mutato nel corso del tempo. Si può dire che io abbia passato tutte le fasi dell’innamoramento nei confronti di Olivia Pope e adesso che ci siamo lasciate resta un profondo affetto ma nessun rammarico. 😉

Le prime tre serie sono fichissime, con una Olivia donna di potere, maestosa e brillante, che risolve scandali, cercando di tenere nell’ombra quello più grande che la vede protagonista.
Andando avanti però, quando i giochi di potere e i meccanismi della Casa Bianca si fanno sempre più inverosimili, quando Olivia continua un balletto infinito tra due uomini (mentre tu che guardi da fuori sei li che ti chiedi come possa avere il dubbio tra quei due, quando uno è bello, giovane, potente e innamorato….e l’altro è sempre quel vecchio e stantio Presidente) ecco che la serie comincia a perdere un po’ di quella fulgidezza che fino a quel momento l’aveva caratterizzata.

E’ indubbio però che Olivia, al pari di tutte le altre donne di Shonda, sia una donna forte e intraprendente, che sa il fatto suo, che si pone sempre obiettivi alti e che fa di tutto per perseguirli.
Qual è la vostra donna di Shonda preferita? Meredith Gray, Alice Vaughan, Annalise Keating o Olivia Pope? Sarebbe carino fare un test alla “Cioè” scopri quale Shonda girl sei.
Io ci vedo comunque uno schema ripetuto, un funzionante e ben collaudato schema ripetuto.

Tornando a Scandal, vale senz’altro la pena vederlo. Ci saranno alcuni dei personaggi più brutti che vi sia mai capitato di vedere e anche questo, a suo modo, è un primato. La settima stagione in italiano ancora non è uscita quindi stay tuned.
Fatemi sapere cosa ne pensate. Intanto se vi dovessi lasciare una frase per descrivere Scandal sarebbe: Il fine giustifica i mezzi….

Anna

Rosewood

Rosewood

Beaumont Rosewood Jr (Morris Chestnut) è il “Beethoven” degli anatomopatologi. Opera nel suo scintillante laboratorio analisi, il Magic City Lab, con l’aiuto della sorella Pippy, esperta tossicologa e popstar mancata, e TMI, genetista strappata all’FBI.
Alla ricerca continua di scene del crimine nelle quali prestare le sue opere, Roosewood inizia una stratta collaborazione con la polizia di Miami diventando di fatto il partner (professionalmente parlando) della detective Annalise Villa (Jaina Lee Ortiz).

La trama orizzontale purtroppo non è sapientemente sviluppata, vi terrà li ad agognare qualcosa che non arriverà. Ci saranno poi diversi momenti in cui il dramma si infittirà, gettando le basi per un filo conduttore che potrebbe tranquillamente far da collante per tutta la serie ed ecco che gli sceneggiatori decidono di risolvere tutto in due puntate. Che tu sei li che WTF?!?!

wtf

A parte queste scelte che sinceramente non condivido, i telefilm polizieschi sono sempre tra i miei preferiti. Sapete, quando si passa l’infanzia guardando con la nonna La signora in giallo, Rex e L’ispettore Derrick, bhè sarebbe difficile avere gusti diversi.
Questo telefilm, del quale però vi avviso già ci sono solo due stagioni (e la seconda in italiano sta andando in onda proprio in questi giorni su Fox Crime), è un piacevole passatempo. Non lo paragonerei agli intramontabili Criminal Minds o CSI, ma ha qualche caso interessante.

Mi date qualche consiglio su qualche nuova serie da vedere?

Anna

Binge watching: medical drama

Come il titolo lascia presumere questo sarà un post per aggiornarvi sulla situazione della mia dipendenza da Medical Drama.

Gray's Anantomy
Dopo aver passato anni ed anni a rifuggirli, ben conscia dell’effetto che avrebbero avuto su di me, ecco che mi lancio in battaglia. Il mio primo avversario è un pezzo da 90, di quelli tosti: Gray’s Anatomy.
Non c’è nulla che io possa dire su questa serie, niente di nuovo, niente che non sia già stato scritto. E’ il non plus ultra. Le donne di Shonda Rhimes vincono sempre.
Ora, verso la fine della tredicesima stagione, la trama sta cominciando a perdere un pochino di smalto. Mi par già di vedere i sopraccigli alzati dei critici che sostengono che questo sia in realtà avvenuto già da tempo, e le urla dei fan sfegatati per i quali Gary’s è sempre al top. Ovunque voi vi collochiate, quello che importa veramente è che questa è una delle pietre miliari delle serie tv, quelle che non si possono non aver visto.

Private practice

Esaurito Gray’s Anatomy (esaurito in un tempo assolutamente non congruo alla sanità mentale) mi sono buttata su Private Practice, spin off di Gray’s Anatomy incentrato sul favoloso personaggio di Addison Montgomery.

Addison è la piú figa, c’è poco da dire. Oltre ad essere un chirurgo neonatale dall’altisonanente fama, Addison è bellissima, intelligente, piena di soldi e anche simpatica. La cara Shonda con lei si è davvero superata.
Immagino che dalle mie parole sia piuttosto chiaro che io sia una grandissima fan del personaggio. Addison, dopo la rottura con Derek (Shepard alias Patrick Dempsey…ma devo davvero spiegare queste cose?!) abbandona Seattle per rifarsi una vita nella meravigliosa e calda L.A.. Va a lavorare nello studio medico di alcuni suoi vecchi amici, Sam e Naomi Bennet, si trasferisce in riva all’oceano ed è pronta per un nuovo inizio.
Nella serie non mancano personaggi interessanti, casi medici curiosi, amori, rotture, tragedie, riconciliazioni. Il mix è sempre il medesimo ma non vedo il motivo di cambiare la ricetta quando si è trovata quella giusta. L’ho appena finita e, come ogni volta, provo quel senso di mancanza che mi genera la fine di una serie che mi ha appassionata. Non è una sensazione che si possa spiegare, ma sono sicura che molti di voi si riconosceranno nelle mie parole.

Saving-Hope-S4-Cast

Giusto il tempo di asciugarmi le lacrime che scovo tra i meandri di Sky una nuova serie della quale non sapevo nulla: Saving Hope.

Guardo la prima puntata e mi pare di avere un deja vù. Lui, Charly Harris, è primario di chirurgia, lei, Alex Reid, è un eccellente chirurgo generale e capo degli specializzandi, lavorano entrambi all’Hope Zion Hospital di Toronto, ospedale universitario.
Hanno un incidente d’auto che porterà Charly in coma. (Ma non è già successo anche in un’altra serie?!). Questo è l’incipit dal quale la serie poi prende il via: casi medici fanno da cornice alla condizione di Charly che nelle prime settimane appare stazionaria ma poco incoraggiante. Charly intanto è una sorta di spirito che si aggira tra i corridoi dell’ospedale conversando amabilmente con tutti coloro che per un motivo o per un altro si trovano tra la vita e la morte. Una sorta di moderno Caronte, il traghettatore di anime, lui guida gli spiriti o verso la luce o verso il ritorno dentro i propri corpi.
Parallelamente la vita dell’ospedale si svolge frenetica, con casi interessanti, qualche intreccio amoroso e via dicendo.
In lingua originale ci sono cinque stagioni del telefilm, in italiano viene trasmessa ora la seconda stagione su Fox Life.

Fatemi sapere quali sono le serie tv che vi hanno appassionato di più. Anzi, se mi date anche qualche nuovo titolo vi sarei molto grata. (Non necessariamente a tema medico.)
Aspetto vostre notizie, intanto buona visione!

Anna

The young pope

youngpopeposter

Sono a letto con l’influenza e, per ammazzare il tempo che non passa mai, ho guardato, una dopo l’altra, le dieci puntate di “The young pope”, ideato e diretto da Paolo Sorrentino e trasmesso qualche mese fa su Sky.
È la storia dell’ascesa al soglio pontificio di un immaginario giovane e bellissimo cardinale americano – Jude Law, ieratico e di inquietante perfetta bellezza – che diventa papa col nome di Pio XIII.
Papa Pio XIII è stato un piccolo orfano, abbandonato da bambino dai genitori hippies e allevato, insieme ad un altro orfanello, da Suor Mary (Diane Keaton), che ora viene chiamata a ricoprire il ruolo di segretario. Suo “fratello” di adozione è diventato anch’egli cardinale.
Intorno ruota la corte papale, fatta di machiavellici e ambigui personaggi, tra i quali spicca il cardinale Angelo Voiello, interpretato da un magistrale Silvio Orlando.
Il papa stesso è assai ambiguo: personaggio geniale, controverso, retrogrado, tradizionalista, presuntuoso, apparentemente insensibile, nasconde in realtà un’anima fragile e addolorata e non ha mai smesso di cercare i genitori che l’hanno abbandonato tanti anni prima. Si sente un orfano per sempre, “perché i preti, non diventando mai padri, restano per sempre figli”.
Il prodotto è un tipico Sorrentino-style, del genere “La grande bellezza”: meravigliose immagini, fotografia impeccabile, musiche strepitose di Lele Marchitelli, lunghi silenzi, atmosfere oniriche. E fin qui ho detto la parte positiva.
Poi ci sono i dialoghi, e qui vi voglio. Massime di vita o aforismi da Facebook? Profondità di pensiero o parole senza senso? Insomma: genialata o boiata pazzesca? A parte qualche spunto di riflessione interessante, io propendo per la seconda. Penso che Sorrentino sia ampiamente sopravvalutato e, forte del suo Oscar, si stia divertendo a giocare all’autore inaccessibile. Voi cosa ne pensate?

Mariarita

Telefilmiamo#2

serie-tv

Diamo una spolverata alla sezione serie tv. Io evolvo, è giusto che anche lei lo faccia con me.
scrubsDunque al momento io e il mio ragazzo ci siamo rimessi a riguardare Scrubs dalla prima serie. Lo amo ancora, una delle serie comiche credo meglio riuscite di sempre. Ci sono personaggi come il Dottor Cox o l’inserviente che sono fantastici, non temono alcun confronto, se non forse con Barney Stinson. Il fatto è che, a parte qualche puntata saliente della quale ricordo gli avvenimenti, la serie si basa solo sulla demenziale comicità dei personaggi e io rido come se non l’avessi mai visto prima.

revengePer non tediarvi solo con quello che già conoscete, parliamo di Revenge. Attualmente mi sono fatta parecchio prendere dai piani malvagi e vendicativi della bionda Emily Thorne, facoltosa e benestante ragazza con un passato al riformatorio che si trasferisce negli Hamptons con il preciso intento di far capitolare una ad una le persone intricate nel complotto che portò suo padre ad essere accusato di cospirazione e terrorismo. La serie è un mix di intrighi e love stories, l’ambientazione è molto O.C., fanno sempre un sacco di feste di beneficenza per capirci. La trama è liberamente ispirata al romanzo “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas.
La protagonista è pessima a recitare. Vi innamorerete però delle riprese dei suoi primi piani: quando abbraccia un nemico, dando il bacio di Giuda, oppure quando guarda concentrata verso l’orizzonte, la ripresa stringe sempre sul suo viso. Lei in questi momenti dovrebbe avere l’espressione da “Quando avrò finito con te non rimarranno nemmeno le briciole” invece le escono delle facce che fanno sbellicare dal ridere. Provare per credere. Tutto sommato carino, da vedere a tempo perso. Ci sono quattro serie; la quinta, che era in programma, venne cancellata per gli ascolti poco entusiasmanti alla fine della quarta. Io sono alla prima stagione…è lecito pensare che se la minestra rimarrà sempre questa, tenerla lunga per quattro serie sia effettivamente difficile.

Limitless

Poi stiamo guardando Limitless, serie tv statunitense.  Dopo il film, Bradley Cooper ha prodotto una serie spin off nella quale l’NZT, ossia la droga che amplifica esponenzialmente le capacità cerebrali di chi la assume, diviene un arma. Bardley interpreta il senatore Edward Morra, l’unico per il momento a possedere un’iniezione che permette di non provare gli effetti collaterali dell’NZT. Decide di instradare all’assunzione delle droga il giovane Brian Finch, ricattarlo e infiltrarlo nell’FBI per ottenere informazioni. Brian è un bel personaggio, simpatico e irriverente. Per la maggior parte del tempo aiuta l’FBI nella risoluzione di casi, talvolta è costretto a sporcarsi le mani e fare qualche favore a Morra, in cambio della sua iniezione.
La prima serie parte molto bene per poi rallentare un pochino il ritmo. E’ tutto sommato un prodotto buono e visibile, una volta tanto, sui canali in chiaro: va in onda su Rai Due. E non lamentiamoci del canone!

Acccusé

Durante i momenti di noia più totale mi sono anche sciroppata le prime puntate di Accusé, serie tv francesce (e già questo la dice lunga) che tratta di vicissitudini processuali. Nessuna trama: ogni puntata è storia a se, non ci sono nemmeno personaggi ricorrenti. In ogni episodio viene presentato un caso nuovo: dall’aula di tribunale si ripercorrono insieme all’imputato gli eventi che hanno portato al crimine. Tutto per arrivare al verdetto: innocente o colpevole? Il ritmo è lento e di sicuro non accattivante. Devo però spezzare una lancia a favore di questa serie: i casi, le storie raccontate, sono ben costruite e interessanti, diverse dal solito. La serie è trasmessa il giovedì sera su Fox Crime.

E voi? Qualche serie tv nuova e imperdibile da consigliami ce l’avete?

Anna

 

Sherlock Holmes – L’abominevole sposa

Sherlock L'abominevole sposa

Da amante del genere, del personaggio e anche di Benedict, il film mi è piaciuto molto.

Credo che per chi si è recato al cinema digiuno della storia e del personaggio di Sherlock Holmes il film non sia stato di facile interpretazione. Era poi l’episodio speciale di una serie tv di grandissimo successo (Link alla recensione) e, innegabilmente, aver visto le puntate precedenti si è rivelato senz’altro importante.

A differenza del telefilm, ambientato in una Londra contemporanea, questo speciale si svolge alla fine del 1800, in epoca vittoriana, ai tempi di Sherlock. Le ambientazioni sono caratteristiche nei costumi, nei colori e negli odori. Mi ricordano quelle di un’altra serie televisiva a mio parere molto bella, Ripper Street. (Link alla recensione)
Una giovane sposina impazzisce improvvisamente e comincia a sparare sulla folla. Con l’ultimo colpo si suicida, sparandosi in bocca.
Poi “risorge” per uccidere suo marito e, negli anni a venire, andare a perseguitare, promettendo la morte, quegli uomini non meritevoli, non degni per le loro mancanze più svariate nei confronti delle consorti.
Sherlock non si abbandona facilmente all’idea che esistano i fantasmi e che questi fantasmi vadano in giro ad uccidere la gente. Ma, anche per lui, il caso non pare di facile risoluzione.

La pellicola saltella con continui flashback tra presente, scene in cui ci si riaggancia all’ultimo episodio andato in onda della serie tv, e passato.
L’episodio è ricco di contenuti speciali: all’inizio vengono spiegati alcuni simpatici dettagli che poi si notano durante il film, interessante vedere la minuzia con cui uno sceneggiatore realizza il suo set. Alla fine ci sono una serie di interviste ai personaggi principali (e qui, dico la verità, potevano anche tagliare qualcosina).

Trovo Benedict Cumberbatch uno degli attori più bravi e completi dello scenario attuale. Il personaggio di Sherlock gli calza come un vestito fatto su misura. Il genio e la follia passano attraverso i suoi occhi e i suoi gesti. Grandissimo.
La coppia che fa con Martin Freeman in queste vesti è ormai rodata e funziona benissimo.

Guardate la serie, senza ombra di dubbio una delle meglio costruite degli ultimi anni. Consigliatissima!

Anna

Golden Globe 2016 – Vincitori e vinti

Abbiamo già appurato che il vincitore morale dei Golden Globe 2016 è in assoluto il buon Leo Di Caprio, la cui espressione mentre guarda il fondoschiena della signorina Gaga è probabilmente la gif più cliccata e condivisa di tutto il cyberspazio.

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Partendo da questo dato inconfutabile vi lascio però anche gli altri vincitori:

Cinema

Miglior film drammatico:

– Mad Max: Fury Road
– Carol
– Room
Revenant – Redivivo
– Spotlight

Miglior film commedia o musicale:

– La grande scommessa
– Joy
Sopravvissuto – The Martian
– Spy
– Trainwreck

Miglior regista:

– Todd Haynes, Carol
Alejandro Gonzalez Iñarritu, The Revenant
– Tom McCarthy, Spotlight
– George Miller, Mad Max: Fury Road
– Ridley Scott, The Martian

Miglior attore in un film drammatico:

– Bryan Cranston, Trumbo
Leonardo DiCaprio, The Revenant
– Michael Fassbender, Steve Jobs
– Eddie Redmayne, The Danish Girl
– Will Smith, Zona d’ombra

Miglior attrice in un film drammatico:

– Cate Blanchett, Carol
Brie Larson, Room
– Rooney Mara, Carol
– Saoirse Ronan, Brooklyn
– Alicia Vikander, The Danish Girl

Miglior attore in un film o commedia musicale:

– Christian Bale, La grande scommessa
– Steve Carell, La grande scommessa
Matt Damon, Sopravvissuto – The Martian
– Al Pacino, Danny Collins
– Mark Ruffalo, Infinitely Polar Bear

Miglior attrice in un film o commedia musicale:

Jennifer Lawrence, Joy
– Melissa McCarthy, Spy
– Amy Schumer, Trainwreck
– Maggie Smith, Lady in the Van
– Lily Tomlin, Grandma

Miglior attore non protagonista:

– Paul Dano, Love & Mercy
– Idris Elba, Beasts of No Nation
– Mark Rylance, Il ponte delle spie
– Michael Shannon, 99 Homes
Sylvester Stallone, Creed

Miglio attrice non protagonista:

– Jane Fonda, Youth – La giovinezza
– Jennifer Jason Leigh, The Hateful Eight
– Helen Mirren, Trumbo
– Alici Vikander, Ex Machina
Kate Winslet, Steve Jobs

Miglior sceneggiatura:

– Room: Emma Donoghue
Steve Jobs: Aaron Sorkin
– The Hateful Eight: Quentin Tarantino
– Spotlight: Josh Singer, Tom McCarthy
– La grande scommessa: Adam McKay, Charles Randolph

Miglior colonna sonora originale:

– Carol – Carter Burwell
– The Danish Girl – Alexandre Desplat
The Hateful Eight – Ennio Morricone
– Steve Jobs – Daniel Pemberton
– Redivivo – Ryuichi Sakamoto & Alva Noto

Miglior canzone originale:

– Love Me Like You Do, 50 sfumature di grigio
– One Kind of Love, Love & Mercy
– See You Again, Fast & Furious 7
– Simple Sound #3, Youth – La giovinezza
Writing’s On The Wall, SPECTRE

Miglior film straniero:

– The Brand New Testament
– The Club
– The Fencer
– Mustang
Il figlio di Saul

Miglior film d’animazione:

– Anomalisa
Inside Out
– Il viaggio di Arlo
– Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts
– Shaun – Vita da pecora

Non ho gran ché da dire sull’assegnazione dei premi, la maggior parte di questi film devo ancora vederla. Mi incuriosisce parecchio la vittoria di Stallone come miglior attore non protagonista in un film drammatico: per quanto la saga di Rocky sia senza ombra di dubbio splendida e la si guardi sempre volentieri, lui non mi è mai parso un brillante attore e interprete…ma probabilmente invecchiando si migliora, quindi guardermo Creed per farci un’idea.
La bella Jennifer Lawrence continua imperterrita a vincere un premio dopo l’altro: bella, giovane, pluripremiata…ragazza, ci vuoi spiegare il tuo segreto?
Poi c’è Leo, il fantastico Leo, che vince il suo Golden Globe. Ma noi tutti aspettiamo il tuo Oscar, Leo!
Per quanto riguarda i film, ne riparliamo più avanti.

Televisione

Miglior serie drammatica:

– Empire
– Game of Thrones
Mr. Robot
– Narcos
– Outlander

Miglior serie commedia o musicale:

– Casual
Mozart in the Jungle
– Orange is the new black
– Silicon Valley
– Transparent
– Veep

Miglior miniserie o film tv:

– American Crime
– American Horror Story Hotel
– Fargo
– Flesh and Bone
Wolf Hall

Miglior attore in una serie drammatica:

Jon Hamm, Mad Men
– Rami Malek, Mr. Robot
– Wagner Moura, Narcos
– Bob Odenkirk, Better Call Saul
– Liev Schreiber, Ray Donovan

Miglior attrice in una serie drammatica:

– Caitriona Balfe, Outlander
– 
Viola Davis, How to Get Away With Murder
– 
Eva Green, Penny Dreadful
– 
Taraji P. Henson, Empire
– 
Robin Wright, House of Cards 

Miglior attore in una serie comica:

– Aziz Ansari, Master of None
Gael Garcìa Bernal, Mozart in the Jungle
– Rob Lowe, The Grinder
– Patrick Stewart, Blunt Talk
– Jeffrey Tambor, Transparent

Miglior attrice in una serie comica:

Rachel Bloom, Crazy Ex Girlfriend
– Jamie Lee Curtis, Scream Queens
– Julia Louis-Dreyfus, Veep
– Gina Rodriguez, Jane the Virgin
– Lily Tomlin, Grace & Frankie

Miglior attore non protagonista in una serie, miniserie o film tv:

– Alan Cumming, The Good Wife
– Damian Lewis, Wolf Hall
– Ben Mendelson, Bloodline
– Tobias Menzies, Outlander
Christian Slater, Mr. Robot

Miglior attore in una miniserie o film tv:

– Idris Elba, Luther
Oscar Isaac, Show Me a Hero
– David Oyelowo, Nightingale
– Mark Rylance, Wolf Hall
– Patrick Wilson, Fargo

Miglior attrice protagonista in una serie, miniserie o film tv:

– Kirsten Dunst, Fargo
Lady Gaga, American Horror Story: Hotel
– Sarah Hay, Flesh and Bone
– Felicity Huffman, American Crime
– Queen Latifah, Bessie

Miglior attrice non protagonista in una serie, miniserie o fil tv:

– Uzo Aduba, Orange is the New Black
– Joanne Froggatt, Downton Abbey
– Regina King, American Crime
– Judith Light, Transparent
Maura Tierney, The Affair

Tra le serie televisive mi limito a dire che ce ne sono alcune delle mie preferite come How to Get Away With Murder o per meglio dire Le regole del delitto perfetto (Link alla recensione) e Orange is the new black . Mio modesto e personale consiglio, non perdetevele. American Horror Story non è purtroppo il mio genere; ogni tanto sogno ancora i personaggi della prima serie, l’unica che ho tentato di guardare. Non sono abbastanza impavida e mi dispiace perché avrei visto volentieri come si è comportata Lady Gaga sul set.

E voi, commenti e impressioni su questi vincitori?

Anna

Quantico

Quantico

 

Quantico è una delle ultimissime serie tv sfronate da mamma ABC nel giusto in tempo per ravvivare il nostro inverno da serial-watchers.
Siamo a Quantico, nel centro di addestramento per le nuove reclute dell’FBI. La squadra di novellini che ci viene presentata è quantomai eterogenea. Vediamo i loro test fisici e psicologici in base ai quali verranno poi scelti quelli che diventeranno agenti speciali del bureau.
Continue anticipazioni ci fanno vedere quando nove mesi più tardi alla Gran Central di New York verrà fatta esplodere una bomba nel più grande attentato terroristico dopo le Torri Gemelle.
Una delle reclute pare essere invischiata…

L’incipit è UAOO. La prima puntata ti fa proprio cadere la mascella. Si, viene messa tanta carne al fuoco ma comunque le idee sono brillanti e gli ingredienti per farne una serie di successo ci sono tutti: spy story, love story, suspance, dialoghi spigliati, narrazione incalzante. UAO.
Adesso però, dopo qualche puntata, devo dire che sto iniziando a frenare il mio entusiasmo. La parte love story sta prendendo troppo spazio: non è più solo una love story, è più un “tutti devono essere accoppiati”. Non fraintendetemi, io sono in assoluto la fan numero uno delle love story, ma qui mi viene da dire “Ok, andiamo avanti, torniamo alla storia, su..”. In più stanno aprendo un sacco di porte, buttano li un sacco di ipotesi e teorie ma non ce le spiegano, nemmeno una, e tu sei li e guardi e dici ma avrò dimenticato di vedere una puntata? No, le hai viste tutte, tranquillo.
Sono comunque speranzosa sul fatto che le risposte vengano poi date tutte. La serie rimane molto valida nel complesso per cui ve la consiglio senz’altro.

Anna