Boy erased – Vite cancellate

Due parole su Boy erased – Vite cancellate. Il film é del 2018 scritto e diretto da Joel Edgerton, che ne é anche uno degli interpreti principali.

Il film si ispira alla vera storia di Garrard Conley, raccontata direttamente dal suo protagonista in boy Erased: A Memoir, libro autobiografico.

Jared é un ragazzo di diciannove anni che, proprio in concomitanza con l’inizio del college, si trova ad affrontare la presa di conscienza circa la sua omosessualità. Vive in una piccola comunità in Arkansas e suo padre é un pastore battista. Nel momento del coming out, la famiglia reagirà costringendo il figlio a partecipare ad un programma di terapia di conversione dall’omosessualità. Nascosto dietro principi di fede e purificazione, si cela un trattamento comportamentale disumano volto al cosiddetto “riorientamento sessuale”. “Love in Action” é il nome del programma che ha l’obiettivo di colpire la parte più intima dell’individuo, disumanizzandolo e privandolo della propria peculiarità appunto.

Le figure genitoriali, interpretate da Russell Crowe e Nicole Kidmann, in una prima parte di film sono completamente succubi della “comunità” chiusa e retrograda nella quale non c’é spazio per il figlio omosessuale di un pastore. Fortunatamente sul finale si prospetta un’apertura con l’accettazione della vera essenza di Jarred.

Il film é solo una reale testimonianza di quello che ancora accade in 36 stati americani che di come abbia toccato almeno 700.000 persone.

Drammatico e di difficile digestione, non c’é che dire. Certo é che é giusto conoscere queste realtà, é giusto sapere che certe cose sono accadute e accadano.

Vi lascio qui il link per l’acquisto del memoir: mi aspetterei una lettura drammatica, ma necessaria.

Anna

Regali da uno sconosciuto

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Regia di Joel Edgerton, 2015
Interpreti: Rebecca Hall, Jason Bateman, Joel Edgerton

The Gift è il sottotitolo del thriller che al momento sta angosciando le nostre sale.
Nonostante le rimostranze di alcuni, io ho insistito molto per vedere questo film. Dal trailer mi pareva un bel filmone con tutti gli ingredienti giusti. Mi aspettavo un prodotto alla Gone Girl (Ben Affleck e Rosamunde Pike del 2014, ricordate?)
Invece non mi è piaciuto. La storia aveva un bel potenziale, veramente. Il trailer era davvero accattivante. Il film invece procede lento. Vi incanteranno con la promessa dei salti sulla sedia che farete…e si, qualcuno lo farete, ma per le solite scene banali che ci sono in tutti i film che voglion far paura, non per qualcosa di originale e innovativo. Poi sul finale sganciano la bomba pesantissima, quasi insostenibile, e che da sola non basta comunque a riscattare un film compromesso.

Robin e Simon si trasferiscono a Chicago per iniziare una nuova vita, dopo qualche intoppo in quella precedente. Mentre sono a spasso per negozi per arredare casa incontrano Gordon, detto Gordo, vecchio compagno di Simon al liceo. La scena è imbarazzante perchè Simon in prima battuta non ha idea di chi sia il suo interlocutore, lo ricorda solo in un secondo momento. Gordo apprende, origliando la conversazione con il commesso del negozio, l’indirizzo della coppia.
Comincia uno stalking serrato, presentandosi quasi quotidianamente alla porta di Robin mentre Simon non c’è, lasciando regali spesso anche molto invasivi sul loro porticato, invitandoli a cena, marcandoli stretto, finché Simon non decide di affrontarlo in maniera diretta.
Quello che Simon ha però dimenticato di raccontare a Robin è che Gordo non è un semplice e anonimo vecchio compagno del liceo del quale ci si è nel frattempo dimenticati. Gordo assomiglia più a uno di quegli scheletri polverosi che si seppellisce nell’armadio sotto montagne di stracci, sperando che nessuno mai lo trovi…

Idea valida e film mediocre. Ne ho visti dei peggiori sicuramente ma non posso dire di essere uscita soddisfatta dalla sala. Non ve lo consiglierei.

Domani vado a vedere Room con il fresco premio Oscar Brie Larson, stay tuned.

Anna