Ted Bundy – Fascino Criminale

Ted Bundy – Fascino criminale

Di Joe Berlinger, 2019

La vicenda di Ted Bundy è quella di un uomo squilibrato e psicopatico che a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 torturò, violentò e uccise più di trenta donne in vari stati degli USA, anche se c’è ancora il dubbio che possano essere state molte più. Ted Bundy, personaggio oscuro e controverso, si è sempre guardato dal passare inosservato. Organizzò due evasioni, si difese da solo durante il suo processo, non mancò mai di schernire il procuratore, piuttosto che puntare il dito contro i giudici.
Era belloccio e aveva un’aura oscura che attirava a se le donne che, sconosciute, si affannavano per prendere parte al suo processo per la sola voglia di esserci. Attirava le sue vittime nei pressi delle residenze universitarie, servendosi di un finto braccio ingessato: si mostrava bisognoso di aiuto per attrarre le ragazze nella sua auto e quando le malcapitate si accorgevano della pericolosità della situazione, era ormai troppo tardi.

Non mi dilungo più di tanto sui dettagli delle macabre gesta di quest’uomo, avete L’Internet che può aiutarvi in questo e non mi va di alimentare un’insana passione per la cronaca nera, vi basti sapere che Ted Bundy venne alla fine condannato a morte e morì sulla sedia elettrica il 24 gennaio nello Stato della Florida.

Nel film il ruolo di Ted Bundy è ricoperto da Zack Efron. Secondo me, benché io abbia letto anche svariate critiche, Efron se l’è cavata egregiamente. Per scrollarsi di dosso l’immagine del Disney Channel o quella di bellone solo muscoli, Efron questa volta si misura con una parte drammatica nella quale riesce a mettere la sua naturale bellezza a servizio del personaggio. Nella parte finale del film vedrete una serie di immagini tratte dal processo di Bundy e noterete quanto Efron abbia reso bene i suoi gesti, le sue movenze. Carisma e magnetismo le caratteristiche principali del personaggio. “Fascino criminale” è un sottotitolo quanto mai azzeccato. Nella pellicola Lily Collins interpreta la fidanzata storica di Ted,
Elizabeth Kloepfer, che non riesce a convincersi che l’uomo che le ha dormito accanto per tanti anni possa essere un tale mostro. Che sensazione deve essere pensare che l’uomo che fino al giorno prima ha preso in braccio tua figlia è in carcere con l’accusa di omicidio? Non riesco ad immaginarmi. Nel film Elizabeth è come stregata da Ted, succube delle sue parole e delle sue azioni. Vedere il film per capire, non voglio fare spoiler. Leggendo un po’ di articoli circa il reale svolgimento dei fatti, Elizabeth non è fu una spettatrice passiva degli avvenimenti, ma ebbe anzi un ruolo cruciale nella cattura di Bundy.

Credo che il film sia un buon prodotto. Se si va al cinema all’oscuro della storia per quasi tutto il film si è portati a simpatizzare con Bundy e a crederlo una vittima incolpevole di un qualche errore giudiziario, che probabilmente era la stessa emozione che lui voleva suscitare allora sulle folle. Se questo era l’intento, allora è perfettamente riuscito. Mi sono però dovuta porre un quesito etico una volta uscita dalla sala: con il senno di poi, a verità accertata, è giusto trasmettere una tale immagine di un uomo del genere? Anche se poi il finale aggiusta e ribalta le considerazioni, tu hai passato una buona oretta a pensare al “Povero Ted” se non conosci la verità. Mi sembra tempo sprecato nel quale poteva essere ricordato il MOSTRO e le meravigliose donne che ha strappato alla vita.

Anna

The Greatest Showman

The Gratest Showman

Di Michael Gracey, 2017.

E’ un po’ di tempo che sul blog non si parla di cinema. Ha senso farlo adesso, alla vigilia dei Golden Globe, per darvi un’interessante spunto per una serata al cinema.

Avevo mille riserve su The Greatest Showman. La prima, la più grande, è la mia incompatibilità con i musical. Durante i cantati tendo spesso ad annoiarmi. Non vogliatemene, è più forte di me.
La seconda riguarda il trailer che non ha saputo catturarmi. Ora non che un trailer accattivante sia sinonimo di un film ben fatto, ma almeno desta l’interesse. C’è da chiedersi come mai io sia arrivata al cinema. In ogni caso il film mi è piaciuto da morire.

Il musical inscena la storia di Phineas Taylor Barnum, ragazzino dalle modeste origini che cercò tutta la vita la sua possibilità di riscatto. Homo faber fortunae suae e Barnum si rese artefice della propria fortuna mettendo in scena il primo spettacolo circense della storia, nel quale aveva radunato tanti “fenomeni e stranezze. Parliamo dei primi anni del 1800 e il bigottismo faceva ancora alzare i sopraccigli di molti. Tacciato dai benpensanti di essere un venditore di fuffa, Barnum con i suoi spettacoli vendeva soprattutto un’ora di sorrisi. Dunque che l’uomo più pesante del mondo non fosse altro che un grassoccio signore riempito di cuscini e che quello più alto camminasse sui trampoli erano poi note così importanti a dispetto di qualche ora di puro e sano divertimento?

La colonna sonora è strabiliante, sono giorni che in casa la ascoltiamo a circolo continuo. Una standing ovation per Hugh Jackman, che questa volta veste dei panni ben diversi da quelli di Wolverine, che riesce ad essere comunicativo, brillante e divertente, oltre che un cantante di un certo spessore. Michelle Williams, che nel musical interpreta Charity Barnum, è sempre dolce, delicata e molto espressiva. Credo che sia una delle attrici femminili che preferisco. Poi c’è anche Zack Efron che dimostra ancora una volta di avere vero talento. E’ un peccato che forse la sua lunghissima carriera Disney lo porti ad essere preso relativamente poco sul serio, passatemi il termine, perché invece se la cava bene sempre, sia in parti drammatiche, che in quelle comiche.

Ho aperto parlando di Golden Globe, che saranno assegnati l’8 gennaio a Beverly Hills,e allora ne approfitto per dirvi che questo film ha tre nomination: miglior film commedia o musicale, miglior attore in un film commedia o musicale e miglior canzone originale. Non resta che vedere che cosa succederà.

Vi consiglio veramente la visione del film!

Link al trailer

Anna